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Un anno fa mi operavo alla caviglia di stacco.
Com’è andata? tutti mi chiedono.
E io rispondo: “Bene!â€.
Ma com’è andata veramente questa storia? Ve la racconto dall’inizio.
29 gennaio 2005. Esordio stagionale a Glasgow. Con la maglia della nazionale. Prima gara ufficiale dopo la finale Olimpica di Atene 2004. 2,32 m e record italiano indoor. Al terzo tentativo a 2,34 m, poi, la scarpa cede, il piede prona allo stacco e salta il legamento mediale della tibio-tarsica. Infortunio. Poco più di un mese dopo, si svolgono a Madrid gli Euroindoor. Dopo aver avvertito il c.t. Nicola Silvaggi della probabilità di non essere in grado di saltare, concordiamo assieme di aspettare il giorno della qualifica per decidere. In qualifica azzardo l’entrata, ma salto comunque 2,27 m, non entro in finale, ma prendo un’altra tirata al legamento. In un primo momento si pensa ci sia il tempo di curare la caviglia in modo da essere pronto per i mondiali di Helsinki. Mi metto completamente nelle mani della federazione, ma non basta. Ai mondiali non riesco a saltare e il 5 dicembre 2005 mi opero in Finlandia alla caviglia di stacco.
Inizio così il 2006 in stampelle, ma ancora con la voglia di rifarmi e di tornare in gara.
Continuo a frequentare i raduni della nazionale, anche se un po’ abbacchiato per non poter saltare ancora, ma siamo un bel gruppo e ce la metto tutta. La prima mossa della federazione, però, è di diminuire di 2/3 la mia indennità di preparazione rispetto agli anni precedenti. Più che dimezzata! Ah, giusto, nel 2005 non ho ottenuto risultati. Solo un 2,32 m. Un record italiano che durava da soli 17 anni. Poi nulla più. E perché? Ah, giusto, si è fatto male. Infortunato alla caviglia. Beh, come seconda mossa giustamente cosa si fà ? Gli si tolgono i rimborsi delle cure fisioterapiche. Bella mossa! Ma c’è di più.
Ad aprile 2006 ero a Formia e non mi era ancora stata completamente rimborsata l’operazione alla caviglia, al contrario di quello che mi era stato garantito dal c.t. Nicola Silvaggi al telefono qualche mese prima. Lo stesso c.t. venne a Formia per discutere le cosiddette borse di studio e mi rassicurò che mi sarebbe arrivato il resto della somma, più o meno il 40% del costo totale dell’operazione. E questo avveniva proprio mentre cercava di convincermi di quanto fosse giusto che io firmassi un contratto di un terzo rispetto agli anni precedenti, per il motivo già spiegato in precedenza. Comunque altra promessa mai mantenuta. Non ho più ricevuto niente per la mia operazione. Ma effettivamente erano solo promesse e parole e in questo mondo valgono solo i contratti scritti. Errore mio. Errore di essermi fidato delle parole di una brava persona che però fa il c.t. per la f.i.d.a.l. e purtroppo, per cause oscure, non è libero di decidere, o quantomeno una volta decisa una cosa di mantenerla.
Per il 2007 ovviamente non devo pretendere nulla perché nel 2006 non ho saltato e quindi è giusto così. Non devo pretendere neanche di essere inserito nel gruppo (il solito gruppo) che fa il raduno all’estero, se non a spese mie.
Ringrazio tutti quanti nel prestigioso consiglio della prestigiosa f.i.d.a.l. per la fiducia concessami e spero di non aver recato troppo disturbo in questi anni di attività .
Ma per ringraziarvi in maniera concreta vi lascio il mio posto, magari ai prossimi europei ci potrà essere la moglie di un dirigente in più grazie a me.
Complimenti a voi, dirigenti, che rendete possibile tutto ciò e riuscite comunque a prendervi i meriti.
Alessandro JJ Talotti passa e, stavolta, chiude.
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